28 maggio 2010
Bambini in bici senza casco
I bimbi potranno andare in bici senza caschetto ed essere trasportati in moto senza i seggiolini di sicurezza omologati. Cancellato anche il limite di velocità di 60 chilometri l'ora per chi sulle due ruote porta un bambino di statura inferiore a un metro e mezzo. Sono alcuni degli emendamenti al ddl sicurezza stradale approvati ieri dalla commissione Trasporti della Camera, che concluderà l'esame del provvedimento in sede referente martedì prossimo.
Mentre si torna a cercare un accordo fra maggioranza e opposizione per ottenere l'assegnazione del provvedimento in sede legislativa, procede a passo di carica l'esame del ddl che modifica 80 articoli del codice della strada, con l'obiettivo dichiarato di licenziare il provvedimento in tempo per l'esodo estivo.
«Il casco ai bambini in bici - sottolinea Carlo Monai (Idv)- era una norma manifesto di difficile applicazione, che aveva un'incidenza negativa sul fronte assicurativo, con il rischio di concorso colposo del danneggiato che non rispetta le regole». Fra le altre, da un'audizione della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) era emerso che i ciclisti più esposti al rischio sono gli over 60 e non i bambini.
Per le minicar è in arrivo l'obbligo di sostenere una prova pratica di guida. Nuovo giro di vite sulle sanzioni per chi trucca ciclomotori e minicar per aumentarne la velocità.
Novità anche sul fronte degli autovelox. Un emendamento approvato vieta fuori dai centri urbani l'utilizzo o l'installazione di autovelox a meno di un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità. Decisione presa, da una parte, per impedire gli autovelox trabocchetto subito dopo il segnale, dall'altra, spiega il primo firmatario Simone Baldelli (Pdl), «per evitare che gli automobilisti frenino bruscamente ogni qual volta incrociano un cartello di segnalazione di un autovelox», mettendo in pericolo la sicurezza degli altri automobilisti.
Slitta l'entrata in vigore dell'attribuzione delle risorse agli enti locali (50% all'ente proprietario della strada e 50% al Comune): scatterà dal 1° gennaio 2011 «per evidenti ragioni di contabilità degli enti locali», spiega Silvia Velo (Pd). In arrivo anche una norma di «federalismo stradale», che obbliga l'ente proprietario della strada a investire gli introiti delle multe nell'ambito compartimentale. Aumenta, poi, dal 10 al 30% dell'incasso dell'anno precedente la sanzione a carico del comune che non invia la rendicontazione o usa i fondi in maniera diversa dalle previsioni normative.
Per ora accantonato l'emendamento che chiede la modifica a 68 anni del limite di 70 anni per la guida di camion e bus fissato dal Senato. Si stanno verificando le normative europee dei 27 per non danneggiare l'autotrasporto italiano rispetto ai concorrenti. (Nicoletta Cottone)
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venerdì 28 maggio 2010
28 MAGGIO 2010 - ILSOLE24ORE (pag.31): BAMBINI IN BICI SENZA CASCO
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