
Le vere forche caudine per il governo saranno le votazioni sul Protocollo sul welfare. È su questo testo che rischiano di esplodere le contraddizioni dentro la maggioranza ed è qui che il centrodestra attende il governo. Insomma la Finanziaria è sospesa al filo del Protocollo.
Non è un caso che ieri il ministro del Lavoro Damiano abbia ribadito che «il provvedimento va difeso così com'è perchè c'è un impegno con le parti sociali».
Certo, Damiano ci tiene subito a precisare che la sovranità spetta al Parlamento che «ha le sue prerogative», ma è lo stesso ministro a mettere sul piatto della bilancia il sì di 5 milioni di lavoratori al protocollo. Se le cose dovessero andare diversamente, ovvero se non ci fosse l'approvazione entro il 31 dicembre tutto salterebbe e da gennaio entrerebbe in vigore lo scalone. Emilio Delbono, capogruppo dell'Ulivo in commissione ha insistito sulla salvaguardia delle misure di copertura finanziaria.
Niente stravolgimenti del testo è l'invito che arriva dal governo e dal relatore, anche perchè, aggiunge sempre Delbono, «il protocollo è frutto di un equilibrio». «La credibilità di un governo - sottolinea ancora - è anche la credibilità della sua maggioranza». La discussione sul welfare entrerà nel vivo la prossima settimana con le audizioni e la presentazione degli emendamenti.
Il presidente della commissione Gianni Pagliarini (Pdci) sottolinea il lavoro fatto per garantire la massima trasparenza nella discussione del provvedimento e non chiude la porta ad ipotesi di modifica, in particolare su tre temi: le pensioni, i precari e i lavoratori usuranti. Le indicazioni del presidente della commissione rispecchiano la linea dei partiti della sinistra dell'Unione che avevano ribadito, sin dall'approvazione del testo in Consiglio dei ministri, l'intenzione di avviare una battaglia parlamentare per modificarlo. Ed è proprio su questa spaccatura nella maggioranza che la Cdl conta per far saltare il piatto.
Rifondazione comunista non perde tempo. Augusto Rocchi, capogruppo del Prc in commissione, annuncia emendamenti del partito su i due capitoli del provvedimento: pensioni e mercato del lavoro. «Bisogna introdurre - sottolinea inoltre l'esponente di Rifondazione - la detassazione degli aumenti contrattuali».
Il termine fissato per la scadenza degli emendamenti è il 9 novembre e se la sinistra è già al lavoro, l'opposizione non perde tempo. Simone Baldelli, deputato di Forza Italia in commissione Lavoro, si dice pronto a dare battaglia sullo job on call e sul tetto degli usuranti.
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giovedì 1 novembre 2007
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Etichette: Il Tempo, job on call, protocollo, rassegna stampa, Simone Baldelli, welfare
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