SETTANTAMILA PRECARI DI SERIE B/ L'INGEGNERE CAPO-TECNICO SOLO SULLA CARTA

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domenica 11 novembre 2007
SERVIZIO DE 'ILSOLE24ORE' SU VINCITORI DI CONCORSO E IDONEI NON ASSUNTI (PAG.4 - DI GIORGIO POGLIOTTI)
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1 commento:
Sto seguendo con grande interesse e nel contempo profonda preoccupazione il dibattito sull’emendamento della finanziaria che riguarda la questione dei precari nella pubblica amministrazione e penso che questo argomento meriti un dibattito più serio e completo di quello che può avere nell’ambito di un provvedimento di legge così complesso come la legge finanziaria che contiene una molteplicità di temi da affrontare, sarebbe perciò opportuno che si desse avvio ad un dibattito serio su tutti gli aspetti salienti del pubblico impiego compresa la questione dei cosiddetti precari.
Nell’affrontare questo argomento assai raramente ci si ricorda che la nostra COSTITUZIONE (art. 97 comma 3 Cost.) in tema di accesso al pubblico impiego ha fissato come principio generale quello della concorsualità, inoltre gli artt. 97 comma 1,51 comma 1 e 98 comma 1 Cost. , stabiliscono che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione “, posto che “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvi i casi stabiliti della legge “tutti i cittadini …. possono accedere agli uffici pubblici in condizioni di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge e che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”, senza citare l’art. 3 della Costituzione che sancisce il principio di uguaglianza.
Alla luce di tutto ciò, pur comprendendo la necessità di dare un preciso segnale nella direzione della stabilità del posto di lavoro, la perplessità generata da alcuni commi della Legge 27/12/2006 n. 296 (Finanziaria 2007) che hanno avviato un processo di stabilizzazione del personale degli enti pubblici, si sta trasformando nella seria preoccupazione che, dietro un fine nobilissimo, come quello di voler garantire ai lavoratori la stabilità del posto di lavoro, si nasconda uno strumento che favorisca ancor di più il sistema clientelare che permea la vita politica, sociale ed economica del nostro Paese a discapito della legalità, della trasparenza e dell’uguaglianza che dovrebbero essere alla base di ogni aspetto dell’attività della Pubblica Amministrazione a cominciare dal reclutamento delle risorse umane necessarie al suo funzionamento.
Un aspetto che mi incuriosisce e a cui non si dà la giusta rilevanza riguarda l’origine della questione ossia come i precari sono diventati tali, se c’è stato un eccessivo ricorso a forme di lavoro flessibile nella P.A. è evidente che le politiche di programmazione e gestione del personale sono state inadeguate, inoltre spesso si è preferiti ricorrere a forme di reclutamento diverse dal concorso perché garantiscono maggiore celerità e soprattutto maggiore discrezionalità nella scelta del lavoratore, non bisogna dimenticare che sono tutt’altro che infrequenti i casi di coincidenza tra alberi genealogici e piante organiche di enti pubblici, l’opinione pubblica che si indigna davanti alla spartizione delle poltrone non può dimenticare che ci sono tante altre “poltroncine” che vengono assegnate con le stesse logiche contro le quali si punta il dito.
Non intendo certo generalizzare ma in molti casi (di sicuro al Sud) per avere un co-co-co o un altro incarico presso un ente pubblico bisogna conoscere la persona giusta, del resto se non vi sono state prove selettive serie e oggettive e la procedura di reclutamento non è stata adeguatamente pubblicizzata (come avviene tassativamente per i bandi di concorso) come si è proceduto alla scelta del precario? Tirando a testa o croce?
Ma anche accogliendo l’ipotesi fantascientifica che la conoscenza diretta non sia stato il criterio prevalente nella scelta del lavoratore, rimane il fatto che con la cosiddetta stabilizzazione si otterrà il risultato opposto riguardo la stabilità del posto di lavoro, se per ben DUE Finanziarie consecutive si offre la possibilità di sanare determinate situazioni c’è da scommettere che queste aumenteranno, è un po’ ciò che avviene quando si comincia a parlare di un possibile condono edilizio per cui molti costruiscono in vista della possibile sanatoria. La stabilizzazione a prescindere dalle perplessità sopra evidenziate rischia di essere una sorta di condono e non solo non porterà effetti positivi sulla stabilità del lavoro ma rischia di diventare il solito compromesso all’italiana, mentre il Paese ha bisogno di un segnale diverso, basta con i condoni e con le sanatorie, è, ora che ciascuna si assuma le proprie responsabilità.
Le perplessità aumentano quando si osserva come sono state applicate le norme in tema di stabilizzazione contenute nella Finanziaria 2007, ad esempio nella G.U. n. 71 del 7 settembre 2007 è stato pubblicato un bando per l’assunzione a tempo determinato per 3 anni presso il Ministero dell’Interno di 650 Coadiutori Amministrativi Contabili (con tanto di licenza media) e oltre ai requisiti previsti per l’accesso al pubblico impiego era richiesta una pregressa esperienza “con contratto di prestazione di lavoro temporaneo, per almeno 6 mesi, anche non continuativi, attività connesse all’attuazione delle norme in materia di immigrazione (un tema quanto mai attuale) presso le Amministrazioni dello Stato” . Ora mi chiedo: sono questi i precari? E’ sufficiente un un esperienza lavorativi di APPENA sei mesi anche non continuativi per derogare ad un principio costituzionale e avere una corsia preferenziale nell’accesso al mondo del lavoro e per giunta pubblico (pubblico=di tutti o pubblico=per pochi privilegiati?)
Eppure come denunciato nell’articolo di domenica del Sole 24ore ci sono persone che non hanno maturato questo diritto dopo aver vinto un concorso (alle volte anche più di uno) e alle quali si dice per voi i soldi non ci sono, mentre per i precari si trovano, ma quale è la logica di questa difformità di trattamento.
E allora basta con i blocchi e con i compromessi, la Pubblica Amministrazione non è una Onlus ed è chiamata a dare risposte concrete ai cittadini, non solo ai precari.
Per cui ben vengano i concorsi ma seri, trasparenti e aperti a tutti in cui venga sì riconosciuta l’esperienza lavorativa pregressa dei precari ma senza sconti e corsie preferenziali, basta con condoni e sanatorie il Paese ha bisogno di legalità prima ancora che di stabilità.
Allora in sintesi mi chiedo e chiedo soprattutto ai nostri rappresentanti politici primo fra tutti il nostro Presidente che è anche garante della Costituzione:
• Con il blocco delle assunzioni (aggirato con il ricorso a forme flessibili di contratto) e la stabilizzazione adesso, un cittadino normale come e quando potrà accedere al pubblico impiego?
• Alla luce delle considerazioni esposte la Costituzione ha ancora un senso?
• Perché non ci si preoccupa con lo stesso zelo dei lavoratori privati e ancora una volta si crea una difformità di trattamento tra lavoratori pubblici non a torto definiti intoccabili al punto che ad essere toccata è la Costituzione e i lavoratori privati che di intoccabile hanno una sola cosa: la Legge Biagi.
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