BALDELLI, TADDEI, DIMA, BECCALOSSI, GOTTARDO e DI CATERINA. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
la quantità di pomodori cinesi arrivata nel nostro Paese è in continuo aumento e ha registrato un incremento del 174 per cento nel trimestre dicembre-febbraio 2010 rispetto al precedente periodo del 2009, anno in cui in Italia sono arrivati 82 milioni di chili di concentrato da spacciare come made in Italy;
i pomodori conservati sono la prima voce dell'import agroalimentare dalla Cina, oggi al terzo posto nel mondo nella commercializzazione del prodotto dopo Stati Uniti e Unione europea, pari ad oltre il 34 per cento del totale. Dalle navi sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso, circa 1.000 al giorno, con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano. Un quantitativo che corrisponde a circa il 10 per cento della produzione di pomodoro fresco destinato alla trasformazione realizzata in Italia, che nel 2009 è stato di 5,73 miliardi di chili;
nel settore del pomodoro lavorato dall'industria sono impegnati in Italia 8.000 imprenditori agricoli, che coltivano su 85.000 ettari, 178 industrie di trasformazione, per un valore della produzione di oltre 2 miliardi di euro;
alcune associazioni di categoria lamentano danni per i consumatori e per i produttori, su cui pesano gli effetti di una concorrenza sleale con ingenti danni economici -:
quali siano le iniziative del Governo a tutela dei consumatori e dei produttori italiani per quanto riguarda la commercializzazione e il consumo dei pomodori di importazione.
(3-01164)
(6 luglio 2010)
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mercoledì 7 luglio 2010
7/07/2010 - QUESTION TIME ALLA CAMERA DEI DEPUTATI (in diretta ore 15 su Raidue)
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