Ha fatto molto bene il Presidente Brunetta a sollevare alla Presidenza la questione degli insulti rivolti alla sua persona nella nottata di ieri da una deputata grillina e ha fatto altrettanto bene la Presidenza, in seguito a tale sollecito, a censurare ufficialmente quegli insulti, visto che, nella povertà di argomenti che contraddistingue il vetero-ostruzionismo dei deputati del gruppo di Grillo, quella degli insulti rischia di essere una tentazione sempre più ricorrente, rispetto alla quale e' bene che la Presidenza della Camera mantenga alta l'attenzione.
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IL PARLAMENTARE DEL MESE
giovedì 25 luglio 2013
mercoledì 30 marzo 2011
Pa, al Question time Brunetta risponde su amministrazione digitale

Roma, 30 MAR (Il Velino) - Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta sarà oggi in aula per rispondere all'interrogazione dei deputati Pdl Simone Baldelli e Antonio Palmieri sul codice dell'amministrazione digitale ("cad"). Nell'interrogazione si ricorda che "il 25 gennaio scorso è entrato in vigore il cad con il quale viene rinnovato il quadro normativo in materia di amministrazione digitale; si tratta di un provvedimento orientato a modernizzare il sistema pubblico con l'introduzione di strumenti digitali idonei a semplificare il dialogo tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese. La digitalizzazione - è scritto - consente di conseguire l'auspicata 'sburocratizzazione' della Pubblica amministrazione, in quanto i tradizionali strumenti cartacei vengono sostituiti con mezzi più snelli, più rapidi e meno costosi, a vantaggio dei cittadini e delle imprese". I deputati Pdl Baldelli e Palmieri chiedono dunque al Governo "quali saranno i benefici concreti che otterranno i cittadini e le imprese dall'applicazione delle nuove misure introdotte dal cad nell'ambito dei loro rapporti con la Pubblica amministrazione".
mercoledì 27 ottobre 2010
27/10/2010 - QUESTION TIME ALLA CAMERA DEI DEPUTATI (in diretta dalle ore 15 su Rai2)
BALDELLI e RENATO FARINA. - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:
gli organi di stampa riservano da tempo grande attenzione alle cosiddette auto blu, diffondendo informazioni non verificabili e talvolta contraddittorie;
in allegato alla «Relazione al Parlamento sullo stato della pubblica amministrazione» sono stati presentati il 20 ottobre 2010, dal Ministro interrogato, i risultati del monitoraggio sul numero di vetture di servizio utilizzate dalla pubblica amministrazione;
successivamente all'avvio del monitoraggio è entrato in vigore il decreto-legge n. 78 del 2010, che, tra le varie disposizioni volte al contenimento dei costi degli apparati amministrativi, ha previsto anche misure relative alle cosiddette auto blu -:
quali siano le modalità di rilevazione utilizzate per il suddetto monitoraggio e gli esiti dello stesso e se il Governo intenda disciplinare la materia anche con riferimento agli aspetti connessi alle modalità di utilizzo delle autovetture di servizio e, in generale, alla gestione del parco auto delle pubbliche amministrazioni.
(3-01305)
giovedì 17 giugno 2010
Etichette: convegno, meritocrazia, Popolo della Libertà, Renato Brunetta, Simone Baldelli
lunedì 14 giugno 2010
Pa, il 17/6 a Roma convegno sulla riforma con Brunetta
Roma, 14 GIU (Il Velino) - Meritocrazia e digitalizzazione: la rivoluzione italiana della Pubblica Amministrazione. Questo il tema del convegno "Il futuro della PA e' ora", che si svolgera' giovedi' 17 giugno a Roma alle 18, nella sala convegni della Consap, e organizzato da A.R.I.E.L. Associazione Relazioni Istituzionali Enti Locali e da Giovane Italia, a cui interverra' il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta. Il convegno sara' introdotto da Giorgia Latini, presidente di A.R.I.E.L. e dirigente nazionale di Giovane Italia e moderato da Alessia Ballanti, giornalista e vicepresidente di A.R.I.E.L. Oltre al ministro Brunetta saranno presenti Antonio Palmieri, responsabile Internet e Innovazione del Pdl, Simone Baldelli, vicecapogruppo del gruppo Pdl alla Camera dei Deputati, Niccolo' Di Raimondo, assessore alle Politiche Sociali del II Municipio del Comune di Roma e Francesco Pasquali, coordinatore nazionale di Giovane Italia che avviera' i lavori con un saluto di apertura: con loro si discutera' dei risultati raggiunti in questi primi due anni di lavoro che hanno portato a una Pubblica Amministrazione moderna ed efficiente, rendendo trasparente e ancora piu' diretto il rapporto tra cittadini, imprese e amministrazioni. (com/mpi)
venerdì 11 giugno 2010
Pa, il 17 giugno convegno "Il futuro della P.A. e' ora" con Brunetta
Roma, 10 GIU (Il Velino) - Giovedi' 17 giugno, alle 18, presso la sala convegni della Consap, a Roma, si terra' il convegno "Il futuro della P.A. e' ora". L'appuntamento e' promosso dall'Associazione relazioni istituzionali Enti Locali (Ariel) e da Giovane Italia. Parteciperanno il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta e gli onorevoli Antonio Palmieri e Simone Baldelli.
mercoledì 28 aprile 2010
28/04/2010 - QUESTION TIME ALLA CAMERA DEI DEPUTATI (in diretta dalle 15 su Rai2)
BALDELLI e STRACQUADANIO - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:
da questa settimana è disponibile il servizio di posta elettronica certificata gratuitamente per 50 milioni di cittadini maggiorenni;
il servizio si attiva registrandosi sul sito www.postacertificata.gov.it e, dopo le successive 24 ore, recandosi entro 3 mesi in uno dei 6.100 uffici postali abilitati per accertare l'identità del richiedente con un documento di riconoscimento e il codice fiscale o il tesserino del servizio sanitario nazionale -:
quali saranno i benefici per i cittadini che useranno questo nuovo servizio.
(3-01036)
(27 aprile 2010)
mercoledì 17 febbraio 2010
P.A.: BRUNETTA, MEDICO INVIERA' A INPS CERTIFICATO MEDICO VIA WEB
(ASCA) - Roma, 17 feb - ''Nel mese di gennaio del 2010 i giorni di assenza per malattia si sono ridotti del 6,1 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso''. Lo ha riferito il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta rispondendo nell'aula di Montecitorio a un'interrogazione presentata dai deputati del Pdl Simone Baldelli e Nunzia De Girolamo.
''Sul fronte dell'assenteismo - ha precisato - tutte le iniziative di carattere normativo sono sempre state intraprese con il solo intento di disincentivare il ricorso opportunistico alle assenze per malattia''. Brunetta ha quindi evidenziato le novita' piu' importanti in materia di assenza per malattia contenute nel Decreto Legislativo 150 del 2009.
''Innanzi tutto - ha spiegato - cambia la procedura di segnalazione della malattia: sara' compito del medico spedire per via telematica il certificato direttamente all'Inps, che poi provvedera' a inoltrarlo all'amministrazione di appartenenza del lavoratore.
L'inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione. Oltre ai doveri del medico, non sono da sottovalutare neppure quelli che tendono a responsabilizzare in prima persona sia il lavoratore dipendente che il dirigente. In caso di false attestazioni od omessi controlli, i responsabili saranno colpiti, a seconda dei casi, da richiamo disciplinare, decurtazione dello stipendio o sospensione dal servizio''.
Etichette: assenteismo, Popolo della Libertà, Renato Brunetta, Simone Baldelli
mercoledì 14 ottobre 2009
Riforma Pa, Brunetta: ogni sei mesi riferiro' al Parlamento
Roma, 14 OTT (Velino) - Questo pomeriggio il ministro della Pa Renato Brunetta ha risposto nell'Aula di Montecitorio a un question time presentato dai deputati del Pdl Simone Baldelli e Silvano Moffa che chiedevano di conoscere quali saranno le ricadute sull'efficienza delle amministrazioni, anche sul piano della trasparenza, a seguito dell'introduzione del nuovo sistema di valorizzazione del merito ed incentivazione delle performance per i dipendenti pubblici piu' meritevoli. "Il decreto legislativo di attuazione della riforma della pubblica amministrazione – ha risposto il ministro - e' stato approvato dal Consiglio dei ministri, in via definitiva, il 9 ottobre. Voglio sottolineare che con la riforma abbiamo voluto da un lato promuovere una migliore organizzazione del lavoro pubblico e assicurare il progressivo miglioramento della qualita' delle prestazioni erogate a cittadini e imprese, dall'altro, finalmente, abbiamo voluto riconoscere i meriti e i demeriti dei dirigenti e del personale pubblico, puntando al miglioramento dell'efficienza delle amministrazioni, che stimiamo possa portare, nell'arco dei prossimi anni, a un aumento della produttivita' del settore compreso tra il 20 e il 50 per cento: questo vuol dire piu' crescita per il Paese. Questa riforma - ha continuato Brunetta - e' stata approvata in poco piu' di 15 mesi e con l'ampia condivisione delle autonomie territoriali. Si tratta di una riforma organica della disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di particolare importanza per il rilancio della produttivita' nel Paese. E' un'importante riforma che parla e coinvolge i cittadini mettendoli al centro della programmazione e degli obiettivi amministrativi, rafforzando a tal fine la trasparenza intesa come accessibilita' totale di tutte le informazioni concernenti l'organizzazione, gli andamenti gestionali, l'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, l'attivita' di misurazione e valutazione.
venerdì 9 ottobre 2009
P.A.: BALDELLI (PDL), RIFORMA CORAGGIOSA E POPOLARE
(ANSA) - ROMA, 9 OTT - ''L'approvazione definitiva del decreto legislativo della riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione conferma che il Governo Berlusconi va avanti sulla strada del rinnovamento con lo slancio e l'impegno di sempre'', afferma Simone Baldelli, vicepresidente del gruppo del PdL alla Camera e componente della commissione lavoro di Montecitorio.
''L'ottimo lavoro svolto dal ministro, dalla Conferenza Unificata e dalle commissioni parlamentari - aggiunge - si concretizza con il passaggio di oggi nel Consiglio dei ministri. Si tratta di una riforma coraggiosa e popolare allo stesso tempo: coraggiosa perché vince quelle incrostazioni burocratiche e sindacali che per anni hanno protetto lassismo e inefficienze; popolare perché gode del grande sostegno di tutti quei cittadini che pagano le tasse, e che pretendono una pubblica amministrazione trasparente e funzionale, e della maggioranza dei dipendenti pubblici che adesso finalmente potranno vedersi riconosciuti i propri meriti''.(ANSA).
mercoledì 23 settembre 2009
22.09.2009 - Intervento nelle commissioni riunite I e XI sul decreto legislativo Brunetta sul pubblico impiego
Resoconto delle Commissioni riunite
I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e XI (Lavoro)
martedì 22 settembre 2009
Schema di decreto legislativo recante attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Atto n. 82.
Simone BALDELLI (PdL) richiama la discussione svolta nel corso dell'esame della legge n. 15 del 2009 e ricorda come in questa fase spetti alle Commissioni parlamentari una valutazione sulla corrispondenza delle disposizioni dello schema di decreto legislativo rispetto alla legge di delega.
Rileva che, come già evidenziato in precedenza, il problema delle pubbliche amministrazioni nasceva a monte, da un cattivo datore di lavoro e da una cattiva rappresentanza sindacale. Entrambi, infatti, non hanno preteso efficienza e meritocrazia producendo, di fatto, fannulloni.
Ricorda come la battaglia contro i fannulloni sia stata promossa anche dal collega Ichino, attualmente appartenente al Partito Democratico, che scrivendo su Il Corriere della Sera richiamava la classe politica ad adottare un nuovo passo nelle relazioni industriali del Paese. Ricorda quindi come in questa fase si stiano ridisegnando i comparti e rivedendo i criteri di rappresentanza anche con l'affiancamento di quattro nuovi comparti per la fase transitoria, come previsto dall'articolo 63.
Sottolinea, quindi, l'importanza di ridefinire le relazioni industriali per avere risultati concreti poiché la parte datoriale - ovvero il Governo - e la dirigenza, devono pretendere meccanismi di premialità e la parte sindacale deve accettare tale sfida.
Rileva come tali elementi siano quindi presenti in molte parti dello schema di decreto legislativo in esame. Ricorda, in particolare, come l'istituenda Commissione di valutazione sia stata oggetto di un travagliato iter e di una battaglia che lui stesso ha promosso con il collega Nicolais, quando era Ministro della pubblica amministrazione durante il Governo Prodi. Al riguardo, vi sono state vicende alterne in merito al potenziamento o meno di tale Commissione per un atteggiamento ondivago dell'allora Ministro Nicolais che aveva ipotizzato prima l'istituzione di una authority, poi di una Commissione, quindi di un organismo legato al CNEL per poi tornare all'ipotesi di una Commissione. Ricorda come lui stesso aveva presentato un emendamento per riproporre l'originaria configurazione ipotizzata dal Ministro Nicolais e per coerenza ritiene che la sfida riformista, promossa dalla collega Lanzillotta, volta a dare maggiore autonomia e forma alla Commissione sia da accogliere, anche alla luce delle previsioni della legge di delega.
Richiama poi la questione della produttività ricordando come, sostanzialmente, vi siano due filoni di pensiero riferiti alla riforma delle pubbliche amministrazioni. Da una parte, coloro che per anni hanno individuato nella dirigenza la causa di tutti i mali e, dall'altra parte, chi crede che la risposta debba essere trovata in una loro responsabilizzazione. Il provvedimento in esame attribuisce quindi ai dirigenti poteri datoriali e meccanismi valutativi del personale, con ciò seguendo la strada a suo avviso condivisibile di una loro responsabilizzazione, chiaramente accompagnata da sanzioni economiche nel caso in cui gli obiettivi non vengano raggiunti.
In tale direzione ritiene sicuramente positivi gli interventi previsti verso una sempre maggiore trasparenza e meritocrazia.
Considera la polemica sulle percentuali di attribuzione del trattamento accessorio marginale rispetto all'obiettivo. Ritiene infatti necessario partire dal presupposto per cui distribuire a pioggia i premi e i trattamenti accessori costituisca una soluzione assurda tanto più nella pubblica amministrazione italiana, nota per le sue inefficienze e per l'elevato tasso di assenteismo.
Ritiene quindi importante che per la prima volta siano stabiliti dei tetti percentuali, nel presupposto che una classifica degli uffici non può non essere possibile, tanto più se l'obiettivo è quello di una corsa al rialzo della produttività. La ripartizione in percentuali prevista dall'articolo 19 è quindi una misura di buon senso, essendo ragionevole ritenere che il 25 per cento di figure particolarmente meritevoli abbiano conseguenti premi e che il 50 per cento del personale abbia dei riconoscimenti mentre, credibilmente, le restanti figure saranno state meno produttive. Sottolinea come in questo modo si salvaguarda il principio senza arrendersi ad un egualitarismo tout court.
Sottolinea, quindi, la necessità di non perdere la sfida che si ha di fronte in questo momento, senza abbandonarsi a mille deroghe e senza annacquare le misure previste per una mera esigenza di egualitarismo. Occorre infatti mantenere alto il livello degli standard di premialità attraverso gli strumenti giuridici disponibili. Per tali ragioni, è necessario che tali misure costituiscano dei principi applicabili per tutti i pubblici dipendenti, pur restando salva la facoltà delle autonomie locali di tradurli concretamente in realtà.
Ribadisce, in conclusione, la necessità di vincere insieme la sfida che ci si trova davanti tenendo conto anche dei messaggi costruttivi che, pur nelle critiche, sono stati formulati dai gruppi di opposizione. Auspica quindi che l'importante riforma che si sta realizzando possa essere attuata in tempi brevi, considerato che è già stato perso molto tempo e che con il provvedimento in esame - sicuramente perfettibile in alcuni aspetti - si potrà ribaltare una logica sedimentata da anni dando un concreto segnale ai cittadini che fruiscono del servizio pubblico e che molto spesso sono quelli delle fasce più deboli, considerato che gli altri possono fare ricorso ad agenzie e a servizi privati. Un migliore funzionamento del front office e del back office è dunque, in primo luogo, un obiettivo da raggiungere in favore dei cittadini appartenenti alle fasce meno abbienti.
lunedì 21 settembre 2009
SINISTRA: BALDELLI (PDL), BRUNETTA HA COLTO NEL SEGNO
Roma, 20 set. - (Adnkronos) - "Come ogni volta in cui va in onda il 'Brunetta show' la sinistra reagisce con repliche piccate e quasi nevrotiche. Questo conferma che il ministro della Funzione pubblica anche in questa occasione ha colto nel segno toccando alcuni nervi scoperti". Lo afferma Simone Baldelli, vicepresidente del gruppo parlamentare del Pdl alla Camera.
Etichette: Popolo della Libertà, Renato Brunetta, Simone Baldelli
mercoledì 20 maggio 2009
20 MAGGIO 2009 - SIMONE BALDELLI NELLE MARCHE
Ore 20,15 - Il Ministro Renato Brunetta presenterà il libro "RIVOLUZIONE IN CORSO" presso il Teatro comunale di Porto San Giorgio.
Saranno presenti:
*Avv. Andrea Agostini -
Sindaco di Porto San Giorgio
*Avv. Franca Romagnoli
Coordinatore prov.le PDL di Fermo
*Pietro Brugnoni
Vice Coordinatore prov.le PDL Fermo
*Graziella Ciriaci
Consigliere regionale PDL
*On. Simone Baldelli
Componente Commissione Lavoro Camera dei Deputati
*On. Remigio Ceroni
Coordinatore regionale PDL
*Saturnino Di Ruscio
Candidato alla Presidenza Provinciale
martedì 28 aprile 2009
P.A: CAZZOLA-BALDELLI (PDL), BENE MONITORAGGIO SU PRECARI
(ANSA) - ROMA, 28 APR - ''Il rapporto del Ministro Brunetta illustrato oggi in commissione Lavoro, relativo al monitoraggio sul tema delicato del cosiddetto precariato nel pubblico impiego, ha l'indiscutibile merito di far definitivamente chiarezza su numeri, responsabilità e prospettive di un segmento del nostro sistema del lavoro che, in passato, è stato terreno di una speculazione politica strumentale e demagogica da parte della sinistra'': così i deputati Simone Baldelli, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, e Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio.(ANSA).
venerdì 20 marzo 2009
SCUOLA: BALDELLI (PDL), LEVATA DI SCUDI CONTRO BRUNETTA PER RIEMPIRE VUOTO DI ARGOMENTI
'SI FINGE DI NON COGLIERE L'IPERBOLE USATA DAL MINISTRO SULL'ONDA'
Roma, 19 mar. (Adnkronos) - "La levata di scudi contro il ministro Brunetta per la battuta sugli studenti della cosiddetta 'Onda' e' strumentale ed ipocrita". E' quanto sostiene il deputato delPdl Simone Baldelli, che osserva: "C'e' infatti chi, non avendo elementi concreti di contrapposizione nel merito, non coglie o finge di non cogliere l'iperbole usata dal ministro della Funzione pubblica e preferisce, dunque, usare la polemica per riempire il vuoto di argomenti".
Etichette: onda, Popolo della Libertà, Renato Brunetta, scuola, Simone Baldelli
giovedì 12 febbraio 2009
P.A.: CAMERA APPROVA RIFORMA BRUNETTA, DDL AL SENATO
(AGI) - Roma, 12 feb. - A favore del ddl hanno votato Pdl e Lega, mentre contro si e' espressa compatta l'opposizione.
"Le riforme amministrative devono essere affrontate senza logiche di contrapposizione e di parte", ha sottolineato Linda Lanzillotta durante la dichiarazione di voto a nome del Pd, "per non essere velleitarie devono coinvolgere l'intera galassia amministrativa, migliaia di persone che devono condividere i cambiamenti, devono metterci cuore e impegno civile". Invece, ha aggiunto, i dipendenti pubblici "da mesi si sentono aggrediti verbalmente dal ministro e fatti bersaglio di campagne non sempre giustificate dai fatti". E rivolta al ministro ha aggiunto: "Lei potra' certamente portare i fannulloni in ufficio, ma i cittadini non avranno alla fine servizi e amministrazioni piu' efficaci".
Critico nel metodo e nel merito del provvedimento e' stato anche Giovanni Paladini, dell'Idv, che ha denunciato la "totale chiusura della commissione a modificare il testo".
Stessa linea ha seguito nella dichiarazione di voto Mario Tassone, dell'Udc: la riforma prometteva "ammodernamento ed efficienza della pubblica amministrazione, ma purtroppo tutto questo non si e' verificato". Non solo. "Ci saremmo attesi una partecipazione diversa dal governo rispetto ai contributi dell'opposizione e da ambienti autorevoli della stessa maggioranza", ha aggiunto, ma cosi' "non e' stato. Riforme di cosi' rilevante portata o si fanno con il contributo di tutti o sono riforme azzoppate, ma restano sul piano embrionale".
Di ben diverso avviso e' la Lega. Il ddl, ha assicurato Massimiliano Fedriga, "migliora i servizi al cittadino e valorizza il lavoro del dipendente".
E anche dal Pdl e' arrivato grande apprezzamento a Brunetta. "Quella che abbiamo di fronte possiamo definirla a pieno titolo una riforma istituzionale", ha detto in aula Simone Baldelli, "si comincia a combattere davvero il fannullismo e l'assenteismo". (AGI)
martedì 17 giugno 2008
COMMISSIONE XI - LAVORO PUBBLICO E PRIVATO
RESOCONTO STENOGRAFICO
AUDIZIONE
SEDUTA DI MERCOLEDI' 11 GIUGNO 2008
SIMONE BALDELLI. Ringrazio il Ministro per la sua presenza puntuale e per il quadro di insieme che in questo momento ci ha dato, anche nella consapevolezza che si tratta di un terreno strategico.
Condividiamo l'osservazione del Ministro sul fatto che la pubblica amministrazione, in questo momento, può essere volano di sviluppo o, addirittura, di freno. Su un tale elemento esiste l’apprezzabile necessità di instaurare un dialogo, raccogliendo gli spunti migliori in termini di eredità riformista che è stata messa in cantiere in questi anni. Mi riferisco tanto a proposte poi divenute leggi vigenti, quanto ad altri spunti di iniziativa politica. Penso ad esempio al disegno di legge Nicolais, che pure è stato approvato da un ramo del Parlamento e poi è rimasto fermo al Senato nella scorsa legislatura.
In parte condividiamo anche l'approccio di una pubblica amministrazione che, se efficiente e funzionante, diventa strumento di equità sociale, nel senso che diventa quel servizio a cui si rivolgono coloro che davvero hanno più bisogno, a differenza di coloro che possono comprare il pubblico nell'ambito di un servizio privato.
Si riconosce, nella pubblica amministrazione che funziona bene, un meccanismo sociale autentico, che aiuta i cittadini che hanno necessità e diventa elemento di sviluppo per l'impresa.
Occorre staccarsi completamente da una logica che vede la pubblica amministrazione agire nella funzione di ammortizzatore sociale, cioè come elemento in cui debba essere assorbita tutta una quantità di individui, di figure socialmente deboli, con i precedenti che abbiamo avuto, dai lavoratori socialmente utili fino alla stabilizzazione che è stata, seppure con certi distinguo, un'operazione su cui ancora adesso risulta piuttosto difficile ricostruire un credibile quadro di impatto finanziario e di valutazione numerica (anche se sappiamo che ci sono stati allarmi provenienti persino dalla Corte dei conti).
In un quadro generale di tre milioni settecento mila dipendenti e quattrocentomila eccedenze, dichiarati dall'allora Ministro Nicolais all'inizio del suo mandato nel 2006, si percepisce l'esigenza di incardinare un concreto discorso di meritocrazia.
È apprezzabile la riflessione del Ministro, quando dice che il pesce puzza dalla testa, che la parte datoriale non riesce a svolgere effettivamente la propria funzione per logiche di compromesso, di quieto vivere e di pace sociale (interna sia alla funzione pubblica, sia al Paese), nonché per un certo modo di intraprendere la relazione industriale. Questa difficoltà è stata effettivamente, sino ad oggi, riscontrata.
Credo che in questo momento, se esistono una volontà e una convergenza a livello parlamentare, politico e anche sindacale (mi pare che ci siano stati segnali importanti, al riguardo), si possa svolgere un ragionamento serio sia in termini - per dirla in linguaggio giornalistico - di lotta al “fannullismo”, sia in termini di controllo e lotta all’assenteismo. Dobbiamo riuscire a raggiungere, nel pubblico, un obiettivo che solo in Italia sembra una rivoluzione copernicana: pagare di più chi lavora di più, pagare di meno chi lavora di meno e poter licenziare chi, in maniera sistematica, non si reca al lavoro.
Abbiamo visto che parti di normative - penso al decreto legislativo n.165 del 2001 - in ordine alla mobilità, non sono state applicate. Esiste una disciplina industriale di contratti del pubblico impiego, che pure prevedeva norme per sanzionare l’assenteismo, su cui si è verificato un abbassamento della guardia negli ultimi anni e su cui, invece, la guardia va rialzata. Sappiamo che esiste un meccanismo difficile, con episodi di cronaca, in ambito sanitario, con processi, licenziamenti e inchieste penali sull’assenteismo.
È necessario dare un segnale, poiché combattere il “fannullismo” e l’assenteismo ci permette di valorizzare quei tanti dipendenti che nel pubblico lavorano. Nel sistema pubblico, quando di due dirimpettai di scrivania uno lavora molto, l’altro non lavora per niente, e guadagnano ambedue lo stesso stipendio, c’è qualcosa che non va e soprattutto si mortifica colui che lavora di più. In questo senso, credo che anche a livello di relazioni industriali, di rinnovo del contratto (su cui si è aperto un dibattito, che è durato per quasi tutta l’intera scorsa legislatura, sull’assegnazione della produttività), penso che si possa tentare di fare, con una certa rigidità, una scommessa sulla dirigenza.
Abbiamo sentito, per molto tempo, accusare la dirigenza di essere una delle cause del malfunzionamento della pubblica amministrazione. Questo può essere vero in parte, completamente, oppure per niente, ma possiamo provare a fare una scommessa per cercare di capire se la dirigenza possa diventare anche una delle possibili soluzioni, assegnandole poteri datoriali effettivi.
Concludo con un accenno rapido a un altro elemento su cui poi, con il tempo, lei,signor Ministro, dovrà cercare di esprimere una valutazione e di disegnare un quadro di insieme. Abbiamo 70 mila vincitori di concorsi e 70 mila idonei che sono stati chiamati dal pubblico, attraverso bandi, a prepararsi e a studiare. Si tratta di persone che hanno vinto un concorso e che, da anni, aspettano di essere assunti dalla pubblica amministrazione. Credo che un tale fatto sia vergognoso per un Paese civile, specie in un clima in cui in passato sono state avviate stabilizzazioni e quant’altro, in cui spesso vigono meccanismi di natura diversa. Con 70 mila persone idonee e 70 mila vincitori, sorgerà forse la necessità di fare una riflessione complessiva anche sul meccanismo dei concorsi, legando l’autorizzazione a bandire alle effettive esigenze di pianta organica e all’autorizzazione ad assumere. Diversamente, abbiamo, con lo scollamento di questi due momenti, una serie di indizioni di concorsi «elettorali» che le amministrazioni fanno a fine mandato, con conseguenti vincitori di concorsi che rimangono senza assunzione.
RENATO BRUNETTA, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. (…) Sull’ISFOL e sui precari la mia posizione è quella di riflettere complessivamente sul tema che ci ha lasciato in eredità il Governo precedente, di fare fronte alle necessità considerando i diritti di chi ha vinto i concorsi, di chi ha superato esami di idoneità, mettendo in gerarchia queste figure e tralasciando altre forme demagogiche e populistiche, che non hanno alcuna ragione. (…)