MINISTRO, LA METTEREMO SE SERVE; FINOCCHIARO, SCHIAFFO A CAMERE
(di Sergio Cassini)
(ANSA) - ROMA, 23 SET - Il governo prende atto di una crisi internazionale da cura dimagrante e blinda la finanziaria in Parlamento, suscitando le reazioni della minoranza. Sono da poco passate le 13 quando Giulio Tremonti annuncia che il Consiglio dei ministri ha autorizzato la fiducia sulla manovra per il 2009 (o almeno su quello che ne resta dopo il testo approvato a luglio), ma solo ''se necessario''. E' quanto basta per infiammare il confronto con l'opposizione.
''Siamo in una democrazia sospesa'', protesta dal governo ombra Pierluigi Bersani. ''La manovra economica - aggiunge - e' stata fatta prima dell'estate, di notte, all'oscuro dell'opinione pubblica. Oggi siamo di fronte ad una Finanziaria con l'ipoteca del voto di fiducia''. Per Anna Finocchiaro si tratta di ''un ennesimo schiaffo al Parlamento''. ''Ma i parlamentari della maggioranza - si chiede il presidente dei senatori del Pd - ingoiano tutto questo senza fiatare?''.
Nel pomeriggio la protesta delle opposizioni si trasferisce nell'aula di Montecitorio. Ma l'effetto megafono istituzionale non arriva: in aula ci sono solo sette deputati. Pier Paolo Baretta (Pd) attacca: ''E' stucchevole che questo governo abbia simili rapporti con il Parlamento. Ci porteranno la notizia della recessione insieme alla richiesta di fiducia''. Il vicepresidente di turno Rocco Buttiglione (Udc) assicura che riferirà a Fini perché ''la cosa e' oggettivamente meritevole di approfondimento''. E aggiunge con ironia: ''Quando il governo scelse la procedura un po' inusuale di anticipare la manovra con i decreti legge, apprezzai una motivazione: sarebbe stato possibile discutere la finanziaria fuori dalle tradizionali costrizioni di tempo e dalle minacce di voti di fiducia. Ma forse ricordo male. Andrò a controllare''.
La maggioranza non ritiene di replicare all'accusa di ''fiducia preventiva'' lanciata da democratici e dipietristi. E lascia a Simone Baldelli, uno dei sette, il compito di chiarire: ''Il governo non ha deciso di porre la questione di fiducia. Ha solo preso in considerazione questa eventualita'. Tutto il resto e' processo alle intenzioni''.
Non basta a convincere Antonio Borghesi, vice capogruppo a Montecitorio dell'Idv: ''La dittatura dell'esecutivo va avanti se al Parlamento viene impedito di denunciare i colpi che Berlusconi sta assestando alle famiglie e ai lavoratori''.
Domani il ddl sullo sviluppo economico (uno stralcio della manovra di luglio) dovrebbe approdare nell'aula di Montecitorio. I parlamentari del Pd stanno valutando se rispondere con lo sciopero delle presenze.(ANSA).
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mercoledì 24 settembre 2008
FINANZIARIA: TREMONTI ANNUNCIA FIDUCIA;PD,DEMOCRAZIA KO/ANSA
Etichette: Popolo della Libertà, rassegna stampa, Simone Baldelli
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