(ASCA) - Roma, 5 ott - ''Le mozioni che impegnavano il Governo a nominare il Ministro dello sviluppo economico, superate dai fatti, contenevano una premessa sostanzialmente sbagliata, cioè quella secondo cui il Ministero dalle dimissioni del Ministro Scajola sarebbe rimasto abbandonato e chiuso, senza che nessuno all'interno del ministero abbia portato avanti alcun tipo di lavoro. Questo non riconosce il proficuo lavoro svolto dal sottosegretario Saglia e dai due Viceministri, Romani e Urso, e nega il lavoro svolto dal Presidente del Consiglio durante il suo interim. Non e' stato riconosciuto il lavoro svolto nei settori dell'energia, nei tavoli tecnici delle diverse crisi aziendali, nell'ambito della realizzazione di quanto fatto per portare gli imprenditori italiani a contatto con nuove realtà e nuovi mercati''. Lo ha dichiarato Simone Baldelli, vicepresidente dei deputati del Pdl.
''Credo sarebbe il caso di misurare i toni - ha proseguito Baldelli - e anche essere un po' più intellettualmente onesti anche nelle considerazioni poste dall'opposizione in ordine alla figura del Ministro Romani: che non e' stato mai dipendente di Fininvest ne' di Mediaset, che e' un deputato giunto alla sua quinta legislatura, che nel passato e' stato vice capogruppo di Forza Italia, presidente della Commissioni trasporti alla Camera, sottosegretario nel precedente Governo Berlusconi e viceministro in quello attuale. Non può dunque suscitare scandalo la nomina di un politico con tale storia e non si capisce di quale conflitto d'interessi parli certa opposizione considerato che l'on. Romani ha dismesso la sua attività di editore e imprenditore fin dal 1995''.
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martedì 5 ottobre 2010
ROMANI: BALDELLI, MOZIONI SFIDUCIA CON PREMESSA SBAGLIATA
giovedì 15 luglio 2010
TELECOM: BALDELLI (PDL) - BOCCIA (PD), GOVERNO VIGILI SU SVILUPPO
(ANSA) - ROMA, 15 LUG - ''In questo quadro e' assolutamente necessario che l'Azienda si impegni per un piano serio di investimenti che garantiscano nel tempo sviluppo ed occupazione.
E', quindi, opportuno che il Governo segua da vicino e in modo permanente gli sviluppi della vicenda interna e l'elaborazione di un nuovo piano industriale''. Lo affermano in una dichiarazione congiunta Francesco Boccia (Pd) e Simone Baldelli (Pdl), firmatari di un'interpellanza sulla vicenda Telecom cui oggi ha risposto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervenendo in Aula alla Camera.
''Nonostante il clima di contrapposizione tra gli schieramenti, tutti i gruppi parlamentari - ha sottolineato Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd e primo firmatario del testo - hanno voluto sottolineare con questo atto di sindacato ispettivo la loro viva preoccupazione per una vicenda singolare come quella di Telecom Italia, un'azienda ex monopolista, che fa 1,5 miliardi di utili e pensa bene di avviare unilateralmente le procedure di licenziamento per 3.700 dipendenti, all'interno di un piano di quasi 7000 esuberi; mentre contemporaneamente aziende dello stesso settore in altri paesi europei, come nel caso di France Telecom, fanno migliaia di nuove assunzioni''.
Simone Baldelli, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera e secondo firmatario dell'interpellanza, ha a sua volta rilevato che ''l'intervento tempestivo del Governo, nelle figure del ministro del Lavoro, Sacconi, e del viceministro per lo Sviluppo economico, Romani, ha portato all'immediato ritiro delle procedure di licenziamento avviate dal gruppo Telecom Italia, e all'avvio di un tavolo di confronto interno, per verificare, entro il 30 luglio, le possibilità di un accordo tra le parti sociali, insieme ad un altro tavolo aperto sugli investimenti pubblici e privati nelle reti di nuova generazione''.
Boccia e Baldelli hanno dato atto a Sacconi della tempestività con cui ha riferito al Parlamento gli sviluppi della vicenda. (ANSA).


