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mercoledì 28 novembre 2012

28/11/2012 - INTERPELLANZA URGENTE SUI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI DELLE TELECOMUNICAZIONI


 Interpellanza urgente
 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che: 
   l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, il cui obiettivo è quello di promuovere «la cooperazione internazionale tra i popoli e lo sviluppo economico e sociale attraverso servizi di telecomunicazione efficienti»; 
   alla riunione plenipotenziaria ITU del 2010, si è deciso di tenere una Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali (WCIT) a Dubai dal 3 al 14 dicembre 2012, con l'obiettivo di rivedere i regolamenti internazionali delle telecomunicazioni (ITR), contenuti in un accordo internazionale firmato da 178 Paesi, che definiscono i princìpi generali per la fornitura e la gestione di telecomunicazioni internazionali; 
   mentre alcuni ITR si concentrano su questioni di telecomunicazione internazionali, altri ITR sono direttamente collegati all’acquis comunitario, ed in particolare al quadro regolamentare delle comunicazioni elettroniche; 
   l'Italia è Paese votante dell'ITU così come tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea; molte delle proposte presentate finora per le modifiche agli ITR riguardano aspetti di telecomunicazioni internazionali che rientrano nel campo di applicazione all’acquis comunitario e delle politiche dell'Unione europea, tra cui il rapporto tra autorità di regolamentazione e operatori commerciali indipendenti, il roaming, e la protezione dei dati personali” –: 
   quali attività preparatorie stia svolgendo il Governo e quale sia la posizione che esso assumerà nell'ambito del prossimo congresso dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) di dicembre 2012 a Dubai concernente la revisione dei regolamenti internazionali delle telecomunicazioni (ITR). 
(2-01758) «BergaminiBaldelli».

giovedì 14 luglio 2011

Casero, in Ue si dovrà arrivare a divieto vendite scoperto

Pd-Pdl, bene impegno del Governo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 lug - "Il Governo, con il sottosegretario Casero, rispondendo affermativamente alle proposte dell'interpellanza urgente congiunta promossa dai gruppi di Pd e Pdl si e' assunto oggi in Aula la responsabilità di portare in Europa i temi avanzati in merito alla crisi dei mercati finanziari, oggetto in queste ore di continue e pericolose speculazioni". Lo afferma Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd e primo firmatario dell'interpellanza. "Siamo soddisfatti. Da tempo il Partito Democratico - prosegue Boccia in una nota - ritiene che centralizzare gli scambi in Europa, standardizzare i contratti e vietare le vendite allo scoperto di strumenti derivati speculativi sia la questione prioritaria per rendere i mercati finanziari stessi davvero trasparenti".

Secondo Simone Baldelli, vicepresidente del gruppo Pdl e cofirmatario dell'interpellanza "la difesa del debito italiano e dei risparmiatori e' un imperativo per tutti senza distinzione politica".

Nella replica al Governo Maurizio Bernardo (Pdl) a nome degli interpellanti si e' dichiarato soddisfatto.

14/07/2011 - INTERPELLANZA URGENTE

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:


il mercato secondario europeo continua a essere oggetto di speculazioni in scia ai timori di contagio della crisi del debito pubblico;

l'Italia è protagonista ormai da qualche settimana di movimenti anomali sui mercati azionari e obbligazionari che hanno portato ad un incremento record fino a 300 punti base del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani (Btp) e quelli tedeschi (Bund);

si sta assistendo in questi giorni ad un ribasso del valore dei titoli di Stato italiani senza precedenti dai tempi dell'introduzione dell'euro;

è noto che in Europa buona parte dei cds (credit default swap), ovvero i costi per assicurarsi dal default di una nazione, vengono comprati e venduti da soggetti che non devono coprirsi da alcun rischio ma piuttosto da soggetti (in particolare gli hedge fund e le banche di investimento) che cercano di lucrare sui ribassi dei corsi sviluppando una speculazione sui titoli di Stato delle economie più in sofferenza e, tra queste, anche quella italiana;

lo stesso Presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, si è dichiarato in più occasioni d'accordo sulla necessità di frenare le vendite accelerando il coordinamento dell'azione per contrastare la volatilità dei mercati e rafforzando la credibilità dei messaggi trasmessi ai mercati;

il blocco delle vendite allo scoperto applicato dalla Germania circa un anno fa sui titoli di Stato della zona euro e sulle azioni delle dieci maggiori società tedesche quotate in borsa non ha impedito le speculazioni su questi titoli, effettuate mediante soggetti finanziari ubicati in altri Stati dell'eurozona; il mancato coordinamento fra gli Stati membri ha, di fatto, aumentato la volatilità dei corsi azionari e le tensioni nei mercati;

in queste ore la Consob ha tentato di arginare gli effetti speculativi in Italia approvando un nuovo regime di trasparenza in materia di vendite allo scoperto il quale prevede che, a decorrere dall'11 luglio e fino al 9 settembre 2011, «gli investitori che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani sono tenuti a darne comunicazione»;

il valore dei cds (credit default swap) contrattati in Italia è esiguo rispetto al valore dei contratti aperti nel resto d'Europa ed il provvedimento emanato dalla Consob, seppur in linea con le necessità del Paese, rischia di essere insufficiente –:

se il Governo non ritenga necessario e urgente promuovere, nelle sedi europee, il blocco delle vendite di titoli allo scoperto in tutta l'Unione europea, partendo dall'eurozona, così da garantire l'efficacia della misura stessa, nonché norme che prevedano la centralizzazione degli scambi e la standardizzazione dei contratti negoziati nei mercati;

se non ritenga necessario ed opportuno promuovere, nelle sedi europee, l'istituzione di un'agenzia di rating pubblica europea al fine di migliorare i meccanismi attuali di valutazione economica dei mercati e del loro funzionamento.
(2-01153)

(Nuova formulazione) «Boccia, Ventura, Baldelli, Bernardo, Baretta, Germanà, Fluvi, Del Tenno, Lulli, Pagano, Gozi, Pugliese, De Micheli, Vincenzo Antonio Fontana, Ginefra, Ventucci, Recchia, Leo, Nannicini, Antonio Pepe, Andrea Orlando, Dima, Mosca, Berardi, Martella, Savino, Dal Moro, Vaccaro, Genovese».

giovedì 15 luglio 2010

TELECOM: BALDELLI (PDL) - BOCCIA (PD), GOVERNO VIGILI SU SVILUPPO

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - ''In questo quadro e' assolutamente necessario che l'Azienda si impegni per un piano serio di investimenti che garantiscano nel tempo sviluppo ed occupazione.
E', quindi, opportuno che il Governo segua da vicino e in modo permanente gli sviluppi della vicenda interna e l'elaborazione di un nuovo piano industriale''. Lo affermano in una dichiarazione congiunta Francesco Boccia (Pd) e Simone Baldelli (Pdl), firmatari di un'interpellanza sulla vicenda Telecom cui oggi ha risposto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervenendo in Aula alla Camera.
''Nonostante il clima di contrapposizione tra gli schieramenti, tutti i gruppi parlamentari - ha sottolineato Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd e primo firmatario del testo - hanno voluto sottolineare con questo atto di sindacato ispettivo la loro viva preoccupazione per una vicenda singolare come quella di Telecom Italia, un'azienda ex monopolista, che fa 1,5 miliardi di utili e pensa bene di avviare unilateralmente le procedure di licenziamento per 3.700 dipendenti, all'interno di un piano di quasi 7000 esuberi; mentre contemporaneamente aziende dello stesso settore in altri paesi europei, come nel caso di France Telecom, fanno migliaia di nuove assunzioni''.
Simone Baldelli, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera e secondo firmatario dell'interpellanza, ha a sua volta rilevato che ''l'intervento tempestivo del Governo, nelle figure del ministro del Lavoro, Sacconi, e del viceministro per lo Sviluppo economico, Romani, ha portato all'immediato ritiro delle procedure di licenziamento avviate dal gruppo Telecom Italia, e all'avvio di un tavolo di confronto interno, per verificare, entro il 30 luglio, le possibilità di un accordo tra le parti sociali, insieme ad un altro tavolo aperto sugli investimenti pubblici e privati nelle reti di nuova generazione''.
Boccia e Baldelli hanno dato atto a Sacconi della tempestività con cui ha riferito al Parlamento gli sviluppi della vicenda. (ANSA).

15/07/2010 - INTERPELLANZA URGENTE SUGLI ESUBERI TELECOM

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
grande preoccupazione desta il piano industriale dell'azienda Telecom Italia, che appare incentrato solo sulla riduzione dell'occupazione e degli investimenti, privo di qualsiasi prospettiva industriale, e che evidenzia il disinteresse per un rilancio non più rimandabile di un settore strategico per il Paese, condannando l'industria delle telecomunicazioni italiana ad un ruolo sempre più marginale;
la Telecom possiede e gestisce la rete di telecomunicazioni italiana, un'infrastruttura di fondamentale importanza per l'Italia, la cui innovazione e modernizzazione rappresenta una condizione essenziale per la crescita e per la competitività del sistema Paese;
il piano industriale dell'azienda prevede una contrazione del perimetro operativo di Telecom, nel periodo 2010-2012, attraverso il licenziamento di 6.800 unità di lavoratori e ulteriori esternalizzazioni di attività, in particolare di customer care e informatica, di delocalizzazioni e di appalti di assurance e delivery;
il piano industriale prospettato dall'azienda non appare orientato ad una logica di sviluppo, né sul mercato domestico, né sulle attività internazionali, con un preoccupante calo di redditività che porta l'azienda ad una crisi di sistema;
risulta che gli unici elementi certi forniti da Telecom sul piano industriale siano la conferma della distribuzione dei dividendi, l'abbassamento nei prossimi tre anni di 5 miliardi di debito e 6822 tagli dei posti di lavoro in un'azienda che negli ultimi due anni ha già perso 6700 dipendenti, pur in presenza di rilevanti utili, che, da ultimo, sono stati pari ad oltre 1,5 miliardi di euro;
le vicende di Telecom Italia sono molto preoccupanti, con un management che, irragionevolmente, non sembra più in grado di creare ricchezza e valore aggiunto e riconsegna al Paese un'azienda in progressivo deperimento, sottoposta a continue ristrutturazioni e riduzioni di personale, con uno stock di debito che, tuttavia, non si riduce ed è stabilmente fermo ai 34 miliardi di euro;
negli ultimi dieci anni la Telecom, infatti, ha già pesantemente ristretto il proprio perimetro operativo attraverso la vendita di partecipazioni, la vendita di immobili, la riduzione di personale, la riduzione degli investimenti e, nonostante questo, l'esposizione debitoria dell'azienda non è mai rientrata, mentre gli utili conseguiti dall'azienda hanno consentito ugualmente la distribuzione dei dividendi;
la politica industriale attuata fino ad ora ha notevolmente ridimensionato il valore di Telecom Italia e la criticità della situazione debitoria ha condizionato pesantemente gli investimenti sulla rete, che, in assenza di interventi, è in progressivo degrado, con effetti negativi sia sull'occupazione, sia sullo sviluppo del settore delle telecomunicazioni;
la Telecom da leader mondiale nelle telecomunicazioni, sia in termini di presenza internazionale sia come livello tecnologico, è diventata più piccola e più marginale nel contesto internazionale, anche per il condizionamento dell'azionista di maggioranza di Telco (Telefonica), che ha gli stessi interessi nelle realtà dove storicamente ha operato Telecom Italia;
è urgente predisporre un piano industriale strategico che consenta alla Telecom di tornare leader mondiale nelle telecomunicazioni attraverso investimenti tecnologici e sul capitale umano -:
se il Governo non ritenga urgente predisporre un piano strategico nazionale per il rilancio dell'industria e delle infrastrutture di telecomunicazioni;
se il Governo non intenda adottare ogni iniziativa di competenza affinché Telecom Italia, maggiore operatore di telefonia fissa e mobile e concessionario di licenza pubblica, possa e debba contribuire al rilancio del settore delle telecomunicazioni in un'ottica di sviluppo competitivo di tutto il sistema Paese;
se il Governo non intenda adottare ogni iniziativa di competenza affinché Telecom Italia reinvesta una parte significativa degli utili nelle nuove infrastrutture di rete (ngn), con il conseguente superamento del digital divide;
se il Governo non ritenga di intervenire attivando urgentemente un tavolo tecnico permanente per indurre Telecom al ritiro dei licenziamenti, predisponendo un nuovo piano industriale di sviluppo e di nuove prospettive occupazionali.
(2-00789) «Boccia, Baldelli, Reguzzoni, Galletti, Cambursano, Calgaro, Esposito, Cazzola, De Girolamo, Zazzera, Occhiuto, Montagnoli, Lussana, Quartiani, Moffa, Oliverio, Santelli, Cirielli, Scilipoti, Vignali, Portas, Favia, Gioacchino Alfano, Cuomo, Razzi, Di Stanislao, Gianni Farina, Palagiano, Migliavacca, Gaglione, Recchia, Cenni, De Pasquale, Paniz».

lunedì 14 settembre 2009

INTERPELLANZA URGENTE DEL PDL SUI BAGAGLI DEI PASSEGGERI IN TRANSITO NEGLI AEROPORTI

INTERPELLANZA URGENTE

Al Ministro dei trasporti e delle infrastrutture. Per sapere – premesso che:

questa estate è ritornata di scottante attualità la questione della tardata riconsegna e dello smarrimento dei bagagli negli aereoporti;

a tal proposito è intervenuto sia il Commissario europeo ai trasporti, Antonio Tajani, che ha lanciato l’iniziativa di un'autorità nazionale responsabile della perdita e dei danni ai bagagli, sia il Ministro Altero Matteoli, che ha definito «intollerabili» i disservizi nel ritiro bagagli a Fiumicino ed ha convocato un incontro con gli operatori del settore;

la quinta edizione del "Baggage Report" di SITA, la società formata da compagnie aeree di tutto il mondo per fornire servizi di telecomunicazione ed informatica alle compagnie stesse ed agli aeroporti, presentato a marzo del 2009, dimostra che la quantità di bagagli consegnati in ritardo, danneggiati o trafugati in tutto il mondo è diminuito di un quinto, da 42,4 milioni di bagagli nel 2007 ai 32,8 milioni del 2008, anno cui si riferisce il report;

sempre secondo Sita, il numero di bagagli che sono andati definitivamente persi o rubati è calato da 1,28 milioni del 2007 ai 736 mila del 2008. La grande maggioranza dei 32,8 milioni di bagagli "disguidati" sono stati riconsegnati ai loro proprietari entro le successive 48 ore. Solo una piccola parte, lo 0,32 per mille vale a dire 736.000 bagagli sono andati definitivamente persi;

entro la fine del corrente anno sarà possibile ritrovare i bagagli persi in aeroporto attraverso un servizio che verrà fornito da Sita che renderà disponibili per i viaggiatori dei chioschi “self-service” dotati dell’applicativo World Tracer, il programma che già 440 compagnie aeree hanno adottato per rintracciare e restituire i bagagli “disguidati”. Per capire il percorso dei bagagli sarà sufficiente inserire i dati personali e avvicinare allo scanner di lettura l’etichetta del bagaglio rilasciata al momento del check-in. I passeggeri avranno così la possibilità di “tracciare” via web i bagagli, che saranno contrassegnati come “missing bag”. Il chiosco genererà automaticamente un reclamo contrassegnato da un codice identificativo, evitando di dover affrontare lo code agli sportelli per i reclami. Il passeggero, poi, semplicemente digitando il codice emesso dal chiosco su un sito dedicato o contattando telefonicamente il servizio clienti World Tracer, potrà continuare ad essere informato sulla posizione del proprio bagaglio. Con questo sistema sarà inoltre possibile seguire attraverso il palmare il proprio bagaglio oppure ricevere un sms con gli aggiornamenti;

il giorno 16 settembre p.v., presso la sede centrale dell’ENAC, si svolgeranno separati incontri con gli handler, con le compagnie aeree operanti sull’Aeroporto di Fiumicino, con AdR – Aeroporti di Roma, e con le rispettive rappresentanze istituzionali (tra cui Assohandler, Assaero, Assaeroporti);

la stessa Enac informa in un comunicato che in occasioni di tali incontri presenterà il rapporto su questi ultimi due mesi (da metà luglio a metà settembre) con i dati del monitoraggio quotidiano dei servizi sullo scalo di Fiumicino;

il Codice della Navigazione vigente prevede che gli operatori di servizi di assistenza a terra (Haldler) ottengano una certificazione da parte del Direttore ENAC dell’Aeroporto e che siano in grado di assicurare l’ordinato e puntuale svolgimento del servizio;

in caso di costante scostamento dagli standard minimi di prestazione del servizio, il Direttore può, oltre ad irrogare le sanzioni previste, avviare con propria ordinanza un procedimento di ritiro del provvedimento di certificazione a causa del venir meno dei presupposti in base ai quali esso era stato rilasciato;

in passato, anche all’inizio del corrente anno, si sono registrati alcuni furti avvenuti in diversi aeroporti italiani sui bagagli in transito. Tali furti, oggetto di varie inchieste e condanne, hanno influito negativamente sull’immagine dei nostri scali aeroportuali e più complessivamente al settore turistico -:

quali siano le iniziative concrete già adottate e quali quelle che si intendono assumere in futuro per tutelare i diritti dei viaggiatori in relazione al trasporto dei bagagli e per evitare che si verifichino nuovamente analoghi disservizi già a partire dal prossimo picco di traffico previsto per le festività di fine e inizio anno.


SIMONE BALDELLI

VINCENZO GAROFALO

SANDRO BIASOTTI

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